I metodi di memorizzazione sono molto antichi e venivano un tempo definiti arte della memoria. Il nome sicuramente più noto tra quelli legati alle tecniche di memoria è quello di Cicerone (106 a.C. - 43 a.C.) a cui si deve la tecnica cosiddetta (appunto) dei loci ciceroniani. Con questa tecnica egli associava alcuni luoghi a lui ben noti agli argomenti che poi trattava nelle sue orazioni, riuscendo in questo modo a ricordare non solo gli argomenti ma anche l'ordine corretto degli stessi.

Ma altri prima e dopo di lui lavoreranno alle mnemotecniche che arrivano ai giorni nostri molto raffinate, pur mantenendo la loro semplicità di base. Tra le figure di spicco si possono certamente citare il poeta greco Simonide di Ceo (556 a.C. - 467 a.C.) che si narra sia stato in grado di ricordare tutti i commensali (ed il loro posto a tavola) del re Skopas morti assieme a quest'ultimo per il crollo del palazzo.

Altra figura di grande mnenomista fu il filosofo Pico della Mirandola (1463-1494) restato leggendario per la sua capacità di ricordare interi volumi a memoria (ad esempio si dice fosse in grado di recitare la Divina commedia al contrario).

Molto impegno, poi, dedicò alla ars memoriae anche il filosofo Giordano Bruno (1548-1600) che ne parlò in diverse sue opere. 

Altra figura di rilevo fu il matematico tedesco Gottfried Wilhelm von Leibniz (1646-1716) che divulgò una straordinaria tecnica, detta conversione fonetica, che permette di ricordare in modo molto più agevole entità astratte come i numeri associandoli a suoni.  Nei secoli più autori lavorarono su questa tecnica che oggi tutti possiamo sfruttare e che è estremamente potente.

Le tecniche, che si sono affinate nel corso dei secoli, hanno un principio fondamentale comune che è quello della visualizzazione: il cervello memorizza infatti molto più facilmente ciò che vede. È indubbio che ciò che vediamo, ad esempio, ci resta più impresso di ciò che sentiamo. Ed è altrettanto vero che ciò che vediamo di insolito resta più impresso di ciò che invece è ordinario. 

Da questi principi di base prendono spunto le tecniche che sono diverse e possono essere usate in situazioni e per scopi diversi, ma con un unico obiettivo: agevolare al massimo la memorizzazione di quantità anche rilevanti di informazioni. Quante ore ogni studente ha trascorso studiando a memoria poesie, formule, date e molto altro ancora provando sempre una sensazione di disagio, stanchezza ed insoddisfazione? La ripetizione è infatti l'unico sistema che ancora oggi viene insegnato a scuola ed è evidente a tutti come esso non sia adatto per l'apprendimento efficace poiché rende la memorizzazione estremamente lenta e faticosa.

Le tecniche di memoria sono allora una rivoluzione nella gestione delle informazioni. Rivoluzione che è a disposizione di tutti, indipendentemente da quanta memoria ciascuno di noi pensi di avere.

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